Alimentazione, stop & go: ripartiamo dai bambini, assieme a loro

Nei giorni scorsi mi è capitato di rileggere il significato preciso del termine igiene e riflettevo sul fatto che spesso ci si scorda, io per primo, che vuol dire letteralmente “ramo della medicina che si occupa dello studio, dell’insegnamento e dell’attuazione delle misure individuali e collettive atte a salvaguardare il mantenimento della salute fisica e mentale”. Mentre oggi la parola igiene viene generalmente, e più banalmente, associata al concetto di pulizia. Perché queste considerazioni? Perché da una riflessione ne nasce un’altra e mi sono trovato a pensare alla vastità del tema igiene, strettamente connesso a un discorso di prevenzione in quanto “misura atta a tutelare appunto il nostro benessere psicofisico”. Quindi igiene, pulizia, prevenzione orale ma non solo.

Igiene e pulizia “fuori”, cura del nostro sorriso, del nostro viso, del nostro aspetto esteriore, certo, ma anche igiene “dentro”, attenzione alla nostra alimentazione, a ciò che introduciamo giorno per giorno nel nostro organismo. Spesso si sottovaluta, prova ne sono i riscontri che ho quotidianamente con i miei pazienti, lo stretto legame tra questi due ambiti. Ci si sofferma sull’aspetto esteriore, quindi la pulizia, l’igiene corretta della bocca e del sorriso, che certamente è importantissima, senza tenere in altrettanta considerazione l’aspetto nutrizionale.

…è dall’infanzia che si parte per costruire, per poi custodire un giorno dopo l’altro il proprio sorriso e di conseguenza il proprio benessere di oggi e di domani.
Per darvi un’idea concreta… Mi capita spesso di intercettare uno scambio di battute tra una mamma e la pedodontista, alle prese con un bambino sovrappeso e con dentini cariati. “Eppure laviamo i denti… sono molto attenta anch’io perché so quanto sia importante”, “Certo signora ma, come li lava, quando li lava?”,“la sera prima di andare a letto… in effetti fà un po’ in fretta”, “Cosa mangia suo figlio a colazione e a merenda?”, “beh, solite cose, cereali al cioccolato al mattino, nel pomeriggio merendine pronte, a volte un panino con la Nutella, qualche caramella ogni tanto…”. Ecco cosa intendo. Non basta, non è sufficiente curare meticolosamente la pulizia dei denti, per quanto sia una misura fondamentale, troppo spesso si sottovaluta il ruolo determinante del tipo di alimentazione. In particolare si sminuisce l’effetto nocivo dell’introduzione di zuccheri semplici, un effetto deleterio sulla nostra salute generale, a partire dai denti fino a tutto il fisico, con conseguenze che vanno dalla carie al diabete, all’obesità, fino alle patologie cardiovascolari e ai tumori. Eppure si sprecano gli studi, le ricerche, articoli e news in merito… la correlazione è più che assodata. Troppo semplice pensare “mi lavo bene i denti e via…”.

…Ricalibrare l’alimentazione dei piccoli significa, se ci pensiamo, rivedere le abitudini di tutta la famiglia, anche di noi grandi quindi.
Tornando all’ambito pediatrico, è proprio qui che vorrei soffermarmi oggi perché, si sa, è dall’infanzia che si parte per costruire, per poi custodire un giorno dopo l’altro il proprio sorriso e di conseguenza il proprio benessere di oggi e di domani. Ricordiamoci, ricordiamo ai nostri bimbi, che l‘importanza della cura quotidiana dei propri denti va di pari passo, in assoluta sincronia, con la cura per ciò che si mangia e si beve tutti i giorni. A costo di contraddirmi, di fare un torto alla filosofia “dei piccoli cambiamenti, dei piccoli passi”, in questo caso credo che la cosa migliore sarebbe una rivoluzione. Cosa intendo? Azzerare tutto, tabula rasa, nel vero senso del termine. Sgombriamo la tavola e riapparecchiamola! Riorganizziamo la nostra dispensa. Sì, davvero. Via gli zuccheri e i carboidrati raffinati, ma non solo, limitiamo al massimo anche cibi confezionati, pronti o precotti. Riscopriamo “l’antico”, ripartiamo da lì. Cereali integrali, verdura, frutta, sia fresca che secca, proteine privilegiando quelle del pesce e carni bianche, grassi “sani”, pochi latticini con priorità a formaggi stagionati o magri come la ricotta. Atteniamoci ai cinque appuntamenti quotidiani con il cibo, senza lasciar passare molte ore tra uno e l’altro, ma evitando di “spiluccare” in continuazione. Questo è importantissimo soprattutto riguardo i bambini e i ragazzi. E in generale, per tutti, a prescindere da eventuali problemi di sovrappeso, riduciamo un pochino le quantità: facciamo nostro, insomma, il concetto del “meno e meglio”. Non potremo che giovarne!

Certo, non sarà facilissimo attuare questa piccola rivoluzione che, come accennavo, sembra stridere rispetto al concetto del cambiamento graduale che sempre sostengo: ma in certi casi (che sia una di quelle famose eccezioni che confermano la regola?) credo sia necessario e più efficace uno “stop & go” drastico. Utilizzando una metafora: se vogliamo restaurare una casa, dobbiamo partire da una pulizia profonda, radicale, per poter ottenere un risultato davvero bello, soddisfacente. E allora ripartiamo, (ri)educhiamo i nostri bambini e naturalmente noi stessi, i primi a dover proporre loro un esempio positivo. Ricalibrare l’alimentazione dei piccoli significa, se ci pensiamo, rivedere le abitudini di tutta la famiglia, anche di noi grandi quindi. Non sarà facile. Potrà essere però una nuova, positiva esperienza, un’opportunità preziosa da cogliere. Perché privarcene?

Ezio Costa