Costruiamoci un futuro sereno: i consigli per la buona longevità

 

Un altro anno è ormai archiviato. Tra le buone notizie da portare nel 2018 ce n’è una che riguarda da vicino il nostro futuro: l’aspettativa di vita degli italiani è in crescita e risulta tra le più alte al mondo, circa 83 anni, la quarta più alta tra i Paesi Ocse. Purtroppo, a onor del vero, c’è anche l’altro lato della medaglia: se andiamo a considerare quanti di questi anni saranno vissuti in buona salute in età avanzata, l’Italia scende ai gradini più bassi della classifica, con una media di 65 anni.

Siccome nuovo anno è tradizionalmente sinonimo di buoni propositi, perché non prendere spunto da questi dati per rivedere, in meglio, le proprie abitudini, per pensare a se stessi e al proprio benessere futuro? Sempre rimanendo sulla stretta attualità, l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha recentemente ribadito che circa l’80% delle patologie cardiovascolari e il 40% dei tumori possono essere prevenuti adottando uno stile di vita più sano. Volendosi più bene insomma.

…il nostro stile nutrizionale gioca un ruolo-chiave nel modo in cui l’organismo invecchia
Nessuna ricetta magica, nessun segreto, ma neanche strategie complicate nè rivoluzioni drastiche: questo ormai lo sappiamo. Perché la chiave sta tutta in due semplici concetti, a mio avviso: piccoli cambiamenti nelle proprie consuetudini e obiettivi realistici. Vediamo quali, prendendo spunto dai consigli per una buona longevità (mi piace definirla così, proprio per sottolineare il concetto di “a lungo, ma anche in salute e benessere”) dispensati dagli esperti.

1) ALIMENTAZIONE: è il primo e fondamentale pilastro dello star bene perché, come ripetono medici e scienziati, il nostro stile nutrizionale gioca un ruolo-chiave nel modo in cui l’organismo invecchia. L’ideale è tornare, in un certo senso, alla dieta “dei nostri nonni”, privilegiando cereali integrali, frutta e verdura di stagione (che favoriscono la produzione di collagene, potente antiage!), olio extravergine. Tra le proteine animali, preferiamo il pesce e limitiamo le carni rosse. Ottimi i legumi e la frutta secca per il prezioso apporto di fibre, proteine e grassi come gli Omega 3, che aiutano anche la pelle a mantenersi elastica e giovane. Pochi latticini, puntando soprattutto sullo yogurt magro, molta acqua. Ok a “superfood” come tè verde e cacao, ricchi di catechine che prevengono le rughe: no invece a caffeina, zuccheri semplici e alcol. A ben guardare sono le basi dell’alimentazione “in Zona” del dottor Barry Sears, che in fondo non si discostano molto, appunto, da quelle della tradizionale dieta mediterranea: un tipo di alimentazione che, come confermano ricerche internazionali, tiene alla larga problemi cardiovascolari e diabete ma anche infarto e ictus, aiutandoci ad invecchiare nel miglior modo possibile.

2) ATTIVITÀ FISICA. Altro punto irrinunciabile per un buon invecchiamento: rimanere attivi, per contrastare il fisiologico calo della massa muscolare. Del resto è stato dimostrato come l’esercizio fisico, in particolare quello basato sulla resistenza, sia in grado di aumentare massa e forza dei nostri muscoli anche fino ai 90 anni! Quindi dedichiamo almeno mezzora al giorno a un’attività fisica, anche moderata, come una passeggiata di buon passo. L’importante è la costanza, la regolarità, a tutto vantaggio del nostro benessere attuale e futuro, non solo per quanto riguarda i muscoli ma anche a livello di cuore, pressione, peso, con ripercussioni positive sul tono dell’umore. Mantenersi attivi e in forma ha conseguenze benefiche anche sul cervello: recenti studi hanno evidenziato come l’esercizio rinforzi l’ippocampo, l’area cerebrale associata all’apprendimento, attenuando il decadimento cognitivo causato dall’avanzare dell’età.

3) BENESSERE PSICOLOGICO: teniamo a bada lo stress! Tra impegni, scadenze, appuntamenti non dimentichiamo di ricavare un sano ritaglio di tempo (pochi minuti al giorno!) per far ciò che più ci piace o per… meditare. Coltiviamo le nostre interazioni sociali: amici, familiari e tutte le persone a cui teniamo possono aiutarci a vivere meglio e più a lungo. Non si tratta di una banale “frase fatta” o di un concetto poetico e astratto.

…la chiave sta tutta in due semplici concetti, a mio avviso: piccoli cambiamenti nelle proprie consuetudini e obiettivi realistici
Lo attesta una ricerca che sottolinea la correlazione fra relazioni e rischio di mortalità, evidenziando come le persone che contano su solidi legami abbiano il 50% di probabilità in più di vivere a lungo. E poi, per dirla con gli anglosassoni… be positive! Uno studio pubblicato su Journal of the American Medical Association ha dimostrato che chi guarda all’età avanzata come l’opportunità di diventare più saggi e più soddisfatti ha il 40% di probabilità in più di riprendersi da una disabilità, rispetto a chi vede la vecchiaia come simbolo d’incapacità e inutilità.

4) CONTROLLI PERIODICI: punto apparentemente scontato ma che, invece, val la pena rimarcare. Rispettiamo le scadenze per i controlli e gli screening suggerite dalle linee guida e, soprattutto, ricordiamoci di “ascoltare” il nostro corpo, tutti i piccoli e grandi segnali che ci dà. Per tutelare il nostro star bene, un giorno dopo l’altro, ma anche perché una diagnosi precoce, in molti casi, può essere davvero fondamentale.

5) ATTENZIONE AL SOLE! Sfruttiamo i benefici dei raggi solari che attivano la produzione di vitamina D, essenziale per la salute delle ossa, ma senza eccedere e sempre con un’adeguata protezione. Ricordiamoci che oltre alle antiestetiche rughe, gli effetti dannosi sulla pelle (di sole e lampade UV) possono essere ben più gravi, come un elevato rischio di sviluppare un cancro. In casi (rari) di carenze, è comunque possibile integrare la vit D assumendo cibi che ne contengono in abbondanza come pesce o uova, o ricorrendo eventualmente ad un integratore.

6) DORMIRE BENE: è raccomandabile dormire almeno 7/8 ore a notte.

…Coltiviamo le nostre interazioni sociali: amici, familiari e tutte le persone a cui teniamo possono aiutarci a vivere meglio e più a lungo
È stata rilevata da più studi un’associazione tra insonnia e aumento del rischio di andare incontro a malattie cardiache, diabete, obesità, ma anche uno stretto legame tra la mancanza cronica di sonno e l’accelerazione del processo d’invecchiamento del cervello. Durante le ore di riposo poi l’organismo rilascia un ormone che stimola il ripristino di collagene ed elastina, componenti essenziali per mantenere la pelle giovane e sana.

E allora, cosa aspettiamo? Il nuovo anno è già qui: partiamo da questi pochi, importanti, step per costruirci un anno di benessere, per regalarci un futuro sereno. Ce lo meritiamo, no?

Buon 2018, di cuore,

 

Ezio Costa