Coronavirus (Covid-19): attenzione sì, allarmismi no

In queste settimane di emergenza epidemiologica da Coronavirus, noi medici e specialisti ci interfacciamo con pareri, pensieri e sentimenti disparati e spesso contrastanti che arrivano dai pazienti: dalla paura che sfiora il panico, all’ansia, all’angoscia incontrollata fino (all’estremo opposto) all’eccessiva minimizzazione della questione.

Bombardati da news, dichiarazioni, allarmi di ogni tipo e provenienza, non è facile mantenere nervi saldi e giudizi equilibrati: per tutti, persino per noi esperti del settore. Eppure è fondamentale, proprio in questi momenti delicati, non perdere di vista buonsenso e razionalità.

“Il giusto stato di sana allerta”: lo definirei così, il filo conduttore migliore da seguire in questo periodo, quasi una bussola per orientarci nel labirinto di informazioni, messaggi, misure, consigli e moniti. Un punto di riferimento essenziale che procurarci, a ben vedere, non è poi così complicato: basta in fondo attenersi a poche, semplici regole dettate dai massimi esperti e competenti in materia.

L’Organizzazione Mondiale della Sanità e il Ministero della Salute hanno divulgato specifiche linee guida per minimizzare i rischi di contagio: sono norme che è importante seguire con precisione ma senza allarmismi.

Possiamo riassumerle così:

Norme di comportamento:

  • informarsi da fonti autorevoli come quelle istituzionali (evitando di condividere news che arrivano dai social e non da provenienza affidabile)
  • concentrarsi sulle info per ridurre il rischio di contagio (lasciando agli esperti statistiche e numeri vari)
  • evitare di recarsi in luoghi riconosciuti come focolai, in Italia e all’estero
  • restare a casa in caso di sintomi influenzali
  • ridurre il più possibile gli spostamenti ed evitare luoghi affollati

Norme di igiene:

  • lavarsi spesso le mani con un prodotto disinfettante a base di alcol o con sapone e acqua calda per circa 30 secondi (non toccarsi il viso senza essersi lavati le mani)
  • evitare strette di mano o abbracci per salutarsi
  • le mascherine proteggono gli altri (se si è ammalati) o se stessi (se si è immunodepressi): usarle solo in questi casi
  • lavare le superfici con prodotti a base di cloro o alcol
  • tossire e starnutire in un fazzoletto da gettare in un contenitore chiuso o, in mancanza di fazzoletto, nella piega del gomito
  • mantenere almeno un metro di distanza da una persona che tossisce o starnutisce

 

Al nostro team di specialisti, al personale dipendente e a tutti i collaboratori sono state fornite tutte le disposizioni per la gestione delle attività, adeguando i protocolli alle attuali norme per la prevenzione e mettendo in atto tutte le precauzioni prescritte dalle linee guida. E, come sempre, il nostro Customer Care è a disposizione per chiarire qualsiasi dubbio e fornire tutte le informazioni in merito.

Vorrei aggiungere un’ultima “pillola” di positiva razionalità, un dato fornito dalla stessa OMS, secondo cui un paziente in buone condizioni di salute guarisce da solo nel 95% dei casi: concentriamoci su questo aspetto, riflettendo che, in caso di contagio, la cosa più probabile è guarire senza problemi… ancora più probabile è evitare di contrarre il virus seguendo le indicazioni suggerite dagli esperti!

 

Per concludere, credo che non ci sia occasione migliore di questo periodo particolare per ribadire ancora una volta, a noi stessi e a chi ci sta vicino, quanto sia fondamentale curare il proprio stile di vita: perché la vera prevenzione, da virus più o meno temibili così come da problematiche e patologie più o meno serie, si fa giorno per giorno, a piccoli ma importanti passi. Dall’alimentazione, bilanciata ed equilibrata, al moderato ma quotidiano esercizio fisico, ai controlli e check-up regolari, al giusto riposo, fino al benessere psico-emotivo con la meditazione, lo spazio per le proprie passioni e per la cura di amicizie e relazioni.

Non trascuriamo nessuno di questi aspetti. La “giusta e sana allerta” sul nostro star bene non deve venire a mancare mai. E chissà, questa emergenza potrebbe servire anche ad insegnarci, a ricordarci ancora una volta proprio questo.

 

Ezio Costa