Etichetta: breve e semplice… è meglio!

Less is more & short label: termini inglesi che inquadrano un trend ormai diffuso, che rispecchia il bisogno di trasparenza da parte di consumatori sempre più consapevoli.

“Meno è meglio” ed “etichetta breve”: parole d’ordine che identificano la semplicità degli ingredienti come sinonimo di un prodotto più sano, mettendoci sull’attenti davanti a liste interminabili e piene di termini complicati che corrispondono a un eccesso di “ospiti indesiderati”.

Senza demonizzazioni ossessive: gli additivi non vanno banditi “per partito preso”, ma dobbiamo chiederci a cosa servono… alcuni antiossidanti sono indispensabili per la conservazione ma a coloranti o esaltatori non ben definiti si può rinunciare!

E ora dagli esperti, 2 consigli…

– al supermercato attingiamo il più possibile al settore fresco, evitando cibi elaborati
– tra i prodotti industriali e confezionati, puntiamo appunto su quelli “short label”

…e 2 rassicurazioni:

– conservazione e igiene sono garantite da procedure innocue come la catena del freddo o processi in atmosfera modificata (che riducono i rischi di contaminazioni e prolungano la vita del prodotto senza usare conservanti)

– gusto assicurato: un prodotto fatto con pochi ingredienti può soddisfare anche i palati più “viziati” dall’uso di zucchero, sale etc: come attestano studi scientifici è solo questione di abitudine (è stato rilevato che bastano 15 giorni senza zucchero per apprezzare tutte le sfumature di un cibo più naturale)

Per approfondire:  https://www.starbene.it/alimentazione/mangiare-sano-alimentazione/etichette-corte-pochi-ingredienti/