LIVE di Sabato 4 Aprile

In questo mio intervento ho voluto parlare della  tecnica dei 101 desideri  illustrata da Igor Sibaldi nel suo libro “Il mondo dei desideri”: una sorta di percorso di ricerca ispirato alle antiche filosofie orientali. Come iniziare? Da un quaderno di brutta copia in cui stilare una lista di 150 desideri: un esercizio che vi richiederà settimane, anche mesi, e che si dovrà basare su 10 importanti regole

  1. ogni desiderio deve essere espresso con il termine “io voglio” che implica un’assunzione di responsabilità
  2. mai usare negazioni…”non”
  3. non si può chiedere denaro (in quanto è un mezzo e non un obiettivo)
  4. esprimere solo desideri concreti e verificabili; non essere vaghi
  5. evitare confronti o paragoni con altre persone, far riferimento solo a se stessi
  6. non chiedere “per conto di altri” ma sempre riferiti a se stessi(ad es. non “voglio la guarigione di quella persona” ma “voglio produrre una quantità tale di energia che quella persona può utilizzare per stare meglio”)
  7. non esprimere desideri “seriali”, ogni desiderio deve essere “una scoperta”
  8. non usare diminutivi o vezzeggiativi
  9. ogni frase dev’essere composta da un massimo di 14 parole (il tempo di un respiro), così da delineare il desiderio nel modo più conciso e preciso possibile: “io voglio” + 12 parole
  10. non si può desiderare una storia d’amore con una persona specifica (ma ad esempio una relazione d’amore ricambiata e felice) 

Attenendosi a queste norme e scrivendo questa lunga lista, vi accorgerete di cambiamenti incredibili e inattesi in voi stessi e nel modo in cui guardate. Ad un certo punto capiterà di bloccarsi e di cominciare scoprire o riscoprire il mondo che ci sta intorno, di vedere tutto con sguardo nuovo, stupito, tornando in un certo senso bambini. Si apriranno davanti a noi nuove prospettive, si scopriranno in noi stessi inattese sorgenti di infinita creatività: è l’effetto incredibile che produce questo esercizio… io stesso lo sto mettendo in pratica e vi assicuro che succede esattamente così.

Un’altra cosa che noterete è che, man mano che l’elenco si allunga, i desideri passati vi appariranno un po’ stupidi, assurdi o egoistici. Questo accade perché, quanto più proseguiamo alla ricerca, più scaviamo nel profondo, tanto più cuore e mente si allargano e i desideri si fanno più altruistici, più aperti agli altri. 

La seconda parte di questo esercizio è riportare in bella copia soltanto  101 desideri di questi 150 (il numero 101 è caro agli antichi orientali…100 e una storia zen..). Questa lista va poi letta interamente ogni giorno per un intero anno. Un meccanismo che induce gradualmente la nostra mente razionale (che per sua essenza si ritrae, impaurita) ad abituarsi alla bellezza di quello che abbiamo scritto. Ad accettare ed assecondare questa energia positiva che si libera portando alla realizzazione dei desideri.

Sì, perché nel frattempo questo accadrà e alla fine dell’anno si farà il punto di quanti desideri si sono avverati. Di solito si realizzano i desideri più impossibili, più assurdi, quelli che via hanno sorpreso mentre li pensavate. Perchè sono nuovi e non hanno avuto ancora l’occasione di produrre resistenze. Quelli rimasti nella lista saranno i più “vecchi”. Perché? E qui sta il senso del libro e di questa pratica: perché  quelli più importanti sono quelli che nascondono spesso conflitti irrisolti, volontà inconsce. E questa analisi interiore potrà aiutarci a capire cosa si oppone alla loro realizzazione.

È la tesi del libro, “se qualcosa non funziona nella nostra vita è perché non abbiamo preso la nostra direzione”, la giusta strada. In una bella metafora che riporta l’autore, è come se noi vivessimo in un  fiume  di occasioni fatto di diversi livelli di profondità e come se, diventando adulti, ci fossimo abituati a guardare solo ai livelli più bassi, verso le piccole cose. Questa tecnica dei desideri ci fa rivolgere lo sguardo verso l’alto, avvicinandolo ai nostri desideri più grandi facendoli nostri.

Tutto parte, e torna, dalla  connessione del sorriso con il desiderio.  Sorriso come energia positiva di cui abbiamo parlato in questi giorni, e desiderio come voglia di raggiungere “le stelle”, guardando verso l’alto con occhi nuovi e diversi, con la forza dirompente di dire “Io voglio che sia vero”. Così, nulla è impossibile.

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A presto, #staystrong!

Dott. Ezio Costa

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