Che cos’è l’implantologia?

L’implantologia è una procedura che consiste nel sostituire uno o più denti mancanti, grazie all’inserimento di nuove radici in titanio o zirconio: l’impianto è una vite che viene inserita nell’osso attraverso un piccolo intervento chirurgico per sostituire un dente perso oppure come pilastro per avvitare o ancorare protesi più complesse (che possono sostituire una parte o tutti i denti di un’arcata).

È possibile così riabilitare i pazienti che hanno perso uno o più denti, restituendo piena funzionalità ed estetica al sorriso.

Perché scegliere l’implantologia?

Per spiegarlo in modo approfondito, dobbiamo fare qualche passo indietro nel tempo, ripercorrendo un po’ la storia di questa disciplina odontoiatrica. Innanzitutto l’implantologia è stata introdotta per mantenere ferme delle protesi mobili o rimovibili in pazienti totalmente edentuli, senza denti, e quindi dare la possibilità di poter avere una dentatura fissa per poter mangiare meglio e poter stare meglio in generale.

Quindi l’idea iniziale è stata “mettiamo qualcosa che fissi i nuovi denti” sulle ossa che sono rimaste, superiori e inferiori, e quindi poter riprendere a masticare bene, masticare al meglio. L’evoluzione poi negli anni è stata notevole: si è passati dalle semplici due radici che formavano delle protesi mobili a quattro o più radici per fissare con protesi fisse le nuove dentature superiori o inferiori. 

Qual è la storia dell’implantologia?

L’implantologia affonda le sue radici nella storia più antica dell’uomo, che da sempre ha avvertito e cercato di soddisfare l’esigenza di sostituire denti persi, per ridare al proprio sorriso estetica e funzionalità. Il lungo e complesso percorso scientifico di questa branca odontoiatrica ha visto un’accelerazione sorprendente negli ultimi decenni: dai primi impianti in titanio negli anni ’60, alla tecnica “a carico differito” nei ’70 fino alla rivoluzionaria implantologia “a carico immediato” che, grazie anche allo sviluppo di nuove tecnologie, ha reso questa procedura sempre più rapida e meno invasiva.

Tra i protagonisti della straordinaria evoluzione dell’implantologia contemporanea c’è il dottor Paulo Malo, che 25 anni fa ha ideato e messo a punto un protocollo innovativo per la riabilitazione dell’intera bocca: proprio con il Dottor Malo, abbiamo stretto una partnership nel 2016 che rappresenta per noi un prezioso valore aggiunto in questo settore, di cui in Clinica mi occupo personalmente al fianco della Dottoressa Beatrice Costa.

Perché l’implantologia può essere una soluzione molto vantaggiosa per ritrovare il proprio sorriso?

L’argomento implantologia è un tema molto importante, molto interessante e anche, come è ben visibile, molto “inflazionato”. Tutti ne parlano, non sempre con massima precisione, competenza ed esperienza in materia. 

Due parole, brevemente, per specificare cos’è l’implantologia: l’implantologia dentale consiste nel sostituire un dente mancante, o più denti mancanti, con delle nuove radici in titanio oppure usando soluzioni più “bio”, quindi non il titanio ma le nuove ceramiche in zirconio. Quindi, si tratta di sostituire un dente con una nuova radice in titanio o zirconio. 

In sostanza, con gli impianti dentali quello che si fa è ancorarsi profondamente, precisamente sull’osso rimasto e da lì ricostruire quello che manca, il dente o i denti che mancano.

Perché sostituire anche un unico dente mancante? 

Innanzitutto sostituire un unico dente mancante può avere una valenza estetica, se è un dente anteriore, naturalmente, oppure una valenza occlusale piuttosto che masticatoria se i denti sono i laterali o posteriori (quindi dai premolari indietro). Naturalmente la valenza estetica è ben comprensibile: l’alternativa sarebbe quella di andare a toccare i denti vicini per fare dei ponti “classici”, ma direi che la prima scelta rimane l’implantologia. Nei denti posteriori, ristabilire anche il solo dente che manca è importante per riequilibrare e per mantenere in armonia sia l’occlusione che la masticazione.

Quindi diciamo che l’indicazione va dall’estetica anteriore alla funzione posteriore, con l’obiettivo di ristabilire l’armonia di una giusta occlusione e di una giusta masticazione.

In questo momento si sente parlare sempre di più di impianti dentali per la sostituzione anche di un dente singolo, sia nella zona estetica, molto significativa, che nelle zone posteriori e quindi riguardanti più strettamente la masticazione. Ci sono differenze importanti nella zona estetica piuttosto che nella zona posteriore o laterale: nella zona estetica sostituire un dente con un impianto è la prima scelta comunque, perché l’alternativa (quella classica di mettere un ponte fisso cioè preparare, limare, rimpicciolire i denti vicini per mettere qualcosa di fisso, il dente mancante) è comunque molto invasiva e il risultato sarà sempre meno soddisfacente rispetto a quello di un impianto singolo dentale. Certo va considerato che questa è una zona molto impegnativa, molto difficile, e per avere un ottimo risultato serve grande esperienza

Nelle zone posteriori, invece, l’alternativa di preparare dei denti vicini per mettere un dente che manca è una scelta valida soltanto se i denti vicini hanno otturazioni vecchie, protesi vecchie; se invece sono due denti naturali assolutamente integri e il dente è mancante per trauma, per rottura o infezione, l’implantologia rimane comunque la prima scelta, ancora una volta. Altrimenti se i denti vicini sono già preparati con otturazioni vecchie, corone vecchie, la prima scelta rimane quella di un “ponte classico”: due elementi dentali prima e dopo la parte in cui manca il dente, per andare poi a inserire il dente mancante.

Perché possiamo dire che l’implantologia ha rivoluzionato l’odontoiatria moderna? 

L’implantologia ha cambiato profondamente l’odontoiatria moderna perché ha dato la grande opportunità di sostituire denti mancanti, da uno a più denti, fino a tutti i denti, fissando le nuove protesi all’osso rimasto. Quindi è stato veramente un “cambio di passo” importante, rivoluzionario direi, perché prima l’alternativa era quella di utilizzare i denti rimasti (ahimè certe volte pochi, distrutti o addirittura totalmente assenti): quindi la tecnica era molto più invasiva, molto meno predicibile e a volte con risultati di breve durata.

L’implantologia quindi è riuscita in maniera assolutamente poco invasiva, molto predicibile e con risultati funzionali ed estetici ottimali a dare la possibilità di sostituire uno o più denti mancanti.

Perché e quando eseguire l’implantologia detta “a carico immediato”? 

L’implantologia a carico immediato consiste nel riuscire a mettere l’impianto e, subito dopo, il dente. Diciamo che non è la “normale azione”: non è la prassi, caricare o comunque mettere il dente immediatamente dopo l’impianto, perché normalmente bisogna dare il tempo all’osso di integrarsi bene attorno all’impianto e quindi attendere in media 4, 5, 6 mesi per poi inserire anche il dente. Però in alcuni casi (soprattutto casi estetici, quindi mancanza di denti anteriori nelle zone del sorriso), si ovvia con una tecnica particolare appunto detta “a carico immediato”: cioè immediatamente dopo aver estratto un dente oppure in una zona dove manca un dente, mettere subito un dente nuovo attaccato alla radice. 

Questo tipo di implantologia richiede di attenersi ad alcune regole ben precise: bisogna avere di base la possibilità di inserire l’impianto in un osso “buono” e quindi è necessario che l’impianto sia comunque stabile dall’inizio, oltre che poi seguire altre norme che riguardano la funzione.

Si chiama a carico immediato, ma meglio ancora si dovrebbe definire in realtà “a funzione estetica immediata”: con questa tecnica “chiudiamo uno spazio”, diciamo così, mettendo subito la radice, attaccandoci subito il dente che però non deve essere usato, che è lì “per bellezza”, per estetica. 

Perché si legge e parla spesso di “riabilitazione dell’intera bocca” con gli impianti e come si procede in questo caso?

Perché si tratta di una tipologia di implantologia tra le più seguite, più moderne, “alla moda” se vogliamo: si tratta cioè di mettere degli impianti per avere delle protesi fisse, soprattutto in pazienti che hanno protesi totali mobili oppure in pazienti che hanno pochi denti che vengono estratti per mettere degli impianti a “sostenere” dei nuovi denti. 

E qui ci sono varie filosofie, varie tecnologie: quella che noi seguiamo è un approccio nato 25 anni fa in una Clinica portoghese, ideato e messo a punto dal dottor Paulo Malo insieme con un’azienda di primaria importanza nell’implantologia come Nobel Biocare, che ha creato per questo degli impianti ad hoc.

Questa nuova tecnica, ormai non più così nuova, è chiamata All-on-4: quindi soltanto quattro impianti per tenere tutti i denti che mancano in un’arcata (peraltro collocati in un modo molto particolare).

Perché solo quattro impianti? Perché si preferisce inserire degli impianti in una zona della bocca dell’osso superiore o inferiore, dove l’osso è comunque (anche l’osso residuo, anche se poco) molto compatto, molto resistente, molto duro: riuscendo a mettere gli impianti in maniera particolare in quest’area, anche solo con quattro impianti si riesce a riabilitare completamente un’arcata. 

Questa è una tecnica molto particolare, molto conosciuta, molto “copiata”. Una tecnica che deve essere fatta in maniera precisa, perfetta, se si vuole avere davvero un risultato a lunga distanza. Ecco che qui la differenza veramente la fa l’equipe, la fa il medico, la fanno il chirurgo e il protesista che costruisce questa protesi, ma anche l’utilizzo di materiali adeguati, perché l’insieme di questo (quindi tecnologia, tecnica, materiali e costruzione della protesi finale) sono le basi per il successo a distanza di questo tipo di riabilitazione, che come dicevo è molto conosciuta e molto “inflazionata”. Ripeto, perché ci tengo molto a ribadirlo: qui la differenza davvero la fanno i particolari, la fanno le cose fatte in una certa maniera, fatte con estrema precisione e professionalità.

Perché è importante affidarsi ad un’equipe di professionisti esperti?

Mettere un impianto di per sé è una cosa molto semplice: l’atto chirurgico in quanto tale, come tutta la chirurgia di base, è relativamente semplice da imparare. Si tratta soltanto di mettere un impianto dove c’è l’osso. La realtà però è molto diversa, cioè tutto l’approccio di conoscenza, diagnostico che precede l’implantologia è molto importante, anzi fondamentale. Ciò che fa la differenza in tutta la chirurgia non è l’aspetto chirurgico di per sé, ma è l’approccio, è la conoscenza, è il sapere come fare, sapere dove mettere e cosa è giusto mettere.

Fare una diagnosi molto precisa prima, studiare molto bene il caso e la densità dell’osso, conoscere molto bene l’anamnesi del paziente e le sue aspettative, sapere quali sono i materiali che vanno utilizzati specificamente per il singolo paziente: per cui tutto quello che sta prima è fondamentale e deve essere fatto da persone, da équipe super specializzate, con grande esperienza, che sappiano veramente consigliare la giusta soluzione per quel tipo di problema. 

Non ci sono impianti semplici. L’impianto comunque, anche se la fase chirurgica di per sé non è di base difficilissima, prevede delle attenzioni importanti, dalle norme di igiene, da come si effettua l’intervento a quello che è poi la condotta e il controllo post terapia. Quindi sicuramente qui l’esperienza fa la differenza, ancora una volta, a maggior ragione. 

Perché si può scegliere l’implantologia in tutte le fasi della vita e in tutta sicurezza?

Perché le controindicazioni all’implantologia sono soltanto le gravi patologie che controindicano qualsiasi tipo di chirurgia operatoria intraorale, quindi per esempio cardiopatie non compensate, gravi problemi cardiaci recenti oppure problemi ossei, quindi osteoporosi grave eccetera. Altrimenti non ci sono controindicazioni vere, all’uso di implantologia: anzi l’indicazione primaria è proprio quella di mettere un dente fisso ove mancano i denti propri.

Come dicevo, le indicazioni sono importanti così come le controindicazioni, per cui se insieme con una equipe esperta si è a conoscenza di quelle che sono le indicazioni, se sono condivise, e quindi se si sono eliminate eventuali situazioni di controindicazioni reali, l’intervento di per sé è semplice e anche la manutenzione nel tempo se si seguono delle precise indicazioni; è chiaro che se noi inseriamo gli impianti in una bocca “poco pulita”, ad un paziente poco attento, la soluzione non funziona, non dura.

Il problema dell’implantologia a distanza di anni è sempre legato alla cattiva manutenzione, alla cattiva igiene dei tessuti attorno agli impianti: quindi il successo, il “benessere” a lungo termine dell’implantologia è strettamente legato, molto più che con la dentatura normale, a una corretta e attenta igiene dentale

Perché possiamo dire che le nuove tecnologie aiutano ad ottenere risultati sempre migliori? Quali sono?

Parlando di nuove tecnologie mi riferisco ai nuovi impianti dentali, alle nuove superfici dentali, ma anche alla conoscenza naturalmente, perché la scienza e la ricerca vanno sempre avanti, procedono incessantemente.

In tutto questo un ruolo fondamentale lo gioca l’approccio tecnologico, dalla tomografia, dalla Tac, dalle radiografie, che ci aiutano a capire quanto osso c’è a disposizione e dove mettere l’impianto, alle nuove tecnologie cosiddette CAD/CAM e quindi riprese con le telecamere intraorali che sono collegate e poi possono essere collegate anche all’acquisizione delle radiografie per poter fare una progettazione: radiografia, telecamere intraorali e quindi video e foto intraorali per progettare e programmare, addirittura anche delle “guide chirurgiche” per inserire nella maniera più precisa e più studiata possibile l’impianto.

Quindi è importantissimo il ruolo della tecnologia, dall’acquisizione di immagini radiografiche, foto e video, fino alla preparazione della fase di fresatura con macchine dedicate che ricevono indicazioni dalla radiografia e dal video: poter avere una precisione e un circuito virtuoso di progettazione, acquisizione e preparazione del lavoro, in mani esperte, ci dà la possibilità di avere finalmente un prodotto personalizzato di eccellente qualità, progettato e preparato per durare a lungo, possiamo dire per tutta la vita (seguendo scrupolosamente le indicazioni di igiene che medici e igienisti danno al paziente). 

Qual è la percentuale di successo?

Nella nostra Clinica l’implantologia è una delle prestazioni più richieste e più eseguite, con un’ottima percentuale di successo.

Il livello di soddisfazione del paziente, che poi è l’aspetto cui più teniamo, è altissimo: vedere i pazienti entusiasti di aver finalmente ritrovato il proprio sorriso è una soddisfazione impagabile.

Va precisato che il successo dell’implantologia è strettamente legato ad alcune importanti precauzioni da seguire. Fondamentale è l’importanza dell’igiene quotidiana (tramite sciacqui con clorexidina mattino, sera e dopo i pasti fino alla rimozione di eventuali punti); è importante utilizzare uno spazzolino a setole morbide, pulendo delicatamente i denti vicini al sito dell’intervento oltre ad evitare i cibi duri.

 Oltre che ad un’igiene poco accurata, l’insuccesso è dovuto nella maggior parte dei casi ad una mancata osteointegrazione degli impianti che può avvenire per vari motivi (tra cui infezioni  dei tessuti intorno all’impianto oppure la scelta di caricare subito l’impianto anche se non ha raggiunto una stabilità primaria ottimale). Anche il fumo è un fattore di notevole rallentamento del processo di guarigione.

Quanto costa un impianto?

Per poter preventivare dei costi è assolutamente indispensabile effettuare una visita approfondita per valutare con precisione il caso specifico. Le variabili che possono incidere sul preventivo, infatti, sono molte: la presenza o meno di osso (quindi necessità o meno di ricostruzioni ossee), il tipo di materiale per la ricostruzione (resina o ceramica, a seconda se la zona è anteriore e quindi molto estetica oppure posteriore, dove si può privilegiare la funzionalità). 

Ti piacerebbe capire se l’implantologia può essere la soluzione ideale per te?

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