Meditiamoci su!

Si parla e legge molto di meditazione, di mindfulness. Questa tecnica di “gestione dello stress” è al centro di continui articoli e approfondimenti. Sono comprovati i benefici che apporta a livello di connessioni tra i neuroni e le ultime ricerche rilevano che praticarla per anni fa sì che il cervello assuma una struttura più complessa, permettendo un’elaborazione delle informazioni più rapida ed efficace. Tutto questo porterebbe ad una più stretta interazione tra le funzioni di vari organi come cuore, polmoni, intestino, fino a coinvolgere la sfera psico-emotiva. Per tradurre in termini più semplici, apporterebbe benessere a tutto l’organismo.

…È sufficiente praticarla da soli, regalandosi un tempo e uno spazio di tranquillità, ogni singolo giorno
Sappiamo ormai per certo quanto siano intimamente connessi tra loro i vari sistemi che compongono il nostro organismo. Se è vero, come attestano numerosi studi neuro-scientifici, che questa pratica favorisce un maggior grado di calma mentale, è facilmente deducibile come questo si trasmetta inevitabilmente a tutti gli altri settori del nostro corpo: in sintesi, meditazione uguale maggior “star bene”. Recenti ricerche hanno confermato come la meditazione quotidiana migliori i parametri ematici legati ad alcune patologie infiammatorie!

Ora ci si può chiedere, magari con un pizzico di scetticismo o di timore (non ho tempo, non posso seguire corsi…), in cosa consista esattamente, come praticarla. È tutto molto più semplice di come ci si può immaginare. Davvero nulla di “trascendentale” o di troppo complicato. Si tratta di dedicare almeno dieci/quindici minuti al giorno a se stessi. Come? Parola d’ordine, relax. Ovvero: chiudiamo il telefonino, stanza “isolata”, scegliamo una posizione comoda, lasciamo andare liberi i pensieri e concentriamoci sul ritmo del respiro.

…a fare la differenza è il “poco ma spesso”, sono i piccoli passi a portare ad un benessere concreto e duraturo
Andando per step… mettiamoci comodi (gli esperti consigliano la posizione yoga del Loto, ma va benissimo anche seduti o semi sdraiati, importante è che la schiena sia dritta), lasciamo che i nostri pensieri siano liberi di fluire e di “passare”, non tratteniamoli, e soprattutto ascoltiamo il nostro respiro. Dovrebbe essere una respirazione regolare, lenta e addominale. L’addome, per azione del diaframma, non il torace, guida il respiro. E lo sapevate? Il respiro stimola il nervo vago, il più potente nervo del sistema nervoso parasimpatico che è quello che crea calma e rilassamento (al contrario del sistema simpatico, tipico dell’attacco, della fuga, dell’attivazione corporea). Basi scientifiche attestano insomma come questo esercizio, praticato regolarmente, se possibile quotidianamente, porti davvero ad una maggior salute. Come sempre nell’ambito dello star bene, a fare la differenza è il “poco ma spesso”, sono i piccoli passi a portare ad un benessere concreto e duraturo.

Piccoli momenti da ritagliarsi tutti i giorni, tra un impegno e l’altro, meglio la sera per favorire il rilassamento e conciliare il riposo (ma va bene qualsiasi altro momento della giornata). Come abbiamo visto, non è strettamente necessario seguire un corso di Yoga, di Tai chi, o di altre tecniche basate sulla meditazione. È sufficiente praticarla da soli, regalandosi un tempo e uno spazio di tranquillità, ogni singolo giorno. Un giorno dopo l’altro, come un allenamento che piano piano porterà i suoi benefici. Pratichiamola senza troppe aspettative, senza fretta di vedere risultati, senza forzare. Liberi di dedicarci a questa pratica mentale come meglio riteniamo e soprattutto sentiamo, con un approccio del tutto personale. Concentrandoci sul “qui e ora” del nostro respiro, delle nostre sensazioni corporee. Non sull’obiettivo finale, ma sul processo stesso.

Provateci, dai!

Ezio Costa