Sul fatto che il movimento sia fondamentale per il benessere e che la sedentarietà, quarto fattore di rischio per la salute, sia assolutamente da bandire, siamo ormai tutti d’accordo. Anche se c’è molto ancora da fare, considerando che circa 6 italiani su 10 non praticano regolare attività fisica!

Se un regolare esercizio – circa mezz’ora al giorno, consigliano medici ed esperti – deve diventare un appuntamento irrinunciabile, è importante non cadere nell’errore opposto, cioè il sovrallenamento. I medici sportivi ribadiscono un concetto chiave: l’attività fisica è come un farmaco, senza si sta male, ma se si eccede i danni all’organismo sono assicurati.

Quali campanelli d’allarme dobbiamo tenere in considerazione? I principali sono: aumento della frequenza cardiaca a riposo, insonnia, forte perdita di peso in poco tempo, problemi immunitari che provocano patologie infiammatorie, astenia, depressione, irritabilità, calo dell’appetito.

I rischi non sono da sottovalutare e aumentano proporzionalmente con l’età, in particolare oltre la soglia dei 40 anni. Cresce il pericolo di traumi articolari, si producono radicali liberi e acido lattico in eccesso, aumenta anche il rischio cardiovascolare per chi non è più giovanissimo.

Per accertare lo stato di “overdose da sport” basta un semplice esame del sangue: se rileva una diminuzione del testosterone e un aumento del cortisolo ci siamo, l’organismo è decisamente sotto stress. Come correre ai ripari? Riposo assoluto per almeno due settimane, quindi un bel periodo di astinenza da sforzi fisici per poi riprendere in modo graduale e naturalmente senza ritornare a ritmi eccessivi e dannosi.

…se l’esercizio fisico deve essere un appuntamento irrinunciabile, è importante non cadere nell’errore opposto, il sovrallenamento

Quindi si tratta di ascoltare i segnali del nostro corpo e di bilanciare la fatica, per trarre dal nostro organismo il massimo che possiamo evitando pericolosi eccessi.

Un buon parametro di riferimento ce lo dà l’OMS, che consiglia almeno 150 minuti a settimana di attività moderata (ad esempio camminata veloce) oppure l’ideale soglia dei 10 mila passi al giorno.

Ecco infine altre preziose info che arrivano dai più recenti studi sul movimento. Lo sapevate?

Il momento della giornata in cui lo si pratica condiziona i risultati: al mattino migliora soprattutto il metabolismo di zuccheri e grassi, mentre alla sera si bruciano più calorie.

Muoversi è importante (nelle giuste dosi!) a tutte le età: da bambini porta positivi effetti epigenetici, cioè modifiche nel Dna che si trasmettono alle generazioni successive; negli anziani allunga la vita e ne migliora la qualità!

Ezio Costa

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