Piacere di conoscerci! Chiara Tomezzoli, Odontoiatra e Pedodontista


Oggi incontriamo Chiara Tomezzoli, la nostra Pedodontista.

Ciao Chiara, ci racconti un po’ di te?

Sono qui in Clinica da più di tre anni e dato che da sempre adoro il contatto con le persone, fare un lavoro di questo tipo è stato per me proprio il coronamento di un sogno.

Quali ritieni siano i punti di forza della Clinica?

Direi sicuramente la professionalità di tutti gli specialisti e la qualità del servizio offerto: parametri molto importanti nella scelta del team cui affidarsi per il proprio benessere… ancor di più, credo, per le mamme e i papà che accompagnano per la prima volta i loro piccoli dal dentista. E se i genitori sono sereni, vien da sé, trasmettono fiducia ai loro bimbi nei primi approcci con noi.

Partiamo dalla prima visita, step delicato… a quale età è consigliabile effettuarla, anche per individuare con tempismo eventuali problemi?

Tre anni, tre anni e mezzo: è questa l’età ideale per prenotare il primo controllo. Per la prevenzione, certo, ma anche per consentire ai bambini di prendere confidenza con l’ambiente, con il team, per scongiurare l’inevitabile timore del dentista… E per iniziare a trasmettere loro le prime norme di igiene orale, fondamentale in ottica di prevenzione di futuri problemi.

Quali le dritte irrinunciabili, appunto?

…il mio progetto è diventare un’odontoiatra e una pedodontista sempre più brava e preparata: e la strada è lunga, perché non si smette mai di imparare
Iniziare con l’igiene fin dai primi mesi, pulendo con garzine sterili le gengive e i primi dentini, anche per abituarli da subito, pian piano, a questa cura quotidiana. È importante evitare di dare ai bambini continui snack durante la giornata, attenendosi invece a tre pasti principali da integrare con due spuntini. Per finire, non va mai saltato l’appuntamento serale con lo spazzolino: prima della nanna, è fondamentale che i denti siano ben puliti. Ricordo sempre poi di abbinare filo e spazzolino e soprattutto di spazzolare i denti per un tempo di almeno due minuti: utile e simpatico regalino per i bimbi potrebbe essere una piccola clessidra con cui misurarlo!

Quali sono le problematiche riscontrate più frequentemente in età pediatrica?

Prima di tutto, la cosiddetta “carie da biberon” che può insorgere già verso i due anni ed è causata dall’uso di tettarelle intinte nel miele o nello zucchero o dalla continua somministrazione di camomilla o tisane dolci: una brutta abitudine, così come quella di dare ai bimbi più grandi caramelle o altri snack magari solo per calmarli, instaurando un pericoloso circolo… Riscontriamo spesso, poi, problemi di malocclusione e casi di deglutizione atipica: in questo caso è necessario chiamare in causa anche logopedista e ortodontista, che danno un sostegno fondamentale per completare al meglio il percorso.

A proposito: quanto è importante per i bimbi e le loro mamme un luogo in cui poter contare sulla presenza di figure diverse, di un team di specialisti completo?

…l’ascolto, l’empatia, sono fondamentali: riuscire a trasmetterli, a dissipare timori e a far sentire un paziente “bene, a casa”, beh questo rappresenta una vera conquista
Moltissimo, sicuramente, perché dà la possibilità di potersi confrontare direttamente e agevolmente con i vari esperti. Sono convinta che anche questo rappresenti un valore aggiunto importante per la nostra Clinica, un’opportunità molto preziosa per i nostri pazienti. Per loro, credo che possiamo essere in questo senso, a tutti gli effetti, un punto di riferimento per il sorriso e non solo, per il benessere generale: di grandi e piccoli.

Hai un progetto, un sogno in particolare che vorresti condividere con noi?

Dal punto di vista lavorativo, il mio progetto naturalmente è diventare un’odontoiatra e una pedodontista sempre più brava e preparata: e la strada è lunga, perché non si smette mai di imparare, di crescere, di far meglio. A livello personale… beh, sicuramente mi piacerebbe un giorno una famiglia tutta mia, ma sinceramente al momento non è una mia priorità: mi concentro sul presente, giorno per giorno, sul lavoro, ma anche sulle mie amicizie e sulle mie passioni.

Ecco: svelaci allora quali sono…

Prima di tutto la musica, la mia passione più grande: la ascolto costantemente, fa da sottofondo a tutto ciò che faccio. Nel tempo libero mi piace uscire con gli amici, giocare con le mie gattine (e far loro tantissime foto!), leggere, giocare con i videogames, fare lunghe passeggiate e poi adoro la sera, prima di andare a dormire, rilassarmi con un puzzle. Aggiungerei un’ultima passione, se così si può definire: mi piace ridere, scherzare, “far baldoria” con gli altri (qualche volta vengo anche ripresa, per il volume un po’ alto della mia risata…): perché ogni giorno che viviamo è bello e dobbiamo cercare di essere felici, sempre. Più che una passione, direi che questa per me è quasi una… missione!


Per chiudere, ci racconti “il bello e il difficile” del tuo lavoro?

Parto dal lato più difficile… Da quando si inizia all’università fino ad oggi e credo per sempre, c’è una sfida costante che ci attende: mi rendo conto infatti che cose che ora ritengo facili, fino a poco tempo fa mi sembravano ostacoli insuperabili! Il difficile quindi sta proprio qui: cercare costantemente di superare i propri limiti, offrendo sempre il meglio al paziente e rendendolo felice e soddisfatto di quanto si fa.
L’aspetto più bello invece è quando mi capita di accompagnare fuori dopo la terapia un paziente particolarmente “timoroso”, che dandomi la mano mi ringrazia non tanto per la cura quanto perché durante la seduta, con qualche risata e una chiacchierata, sono riuscita a metterlo a suo agio: in quel momento mi comunica un messaggio che significa “sono stato bene, quindi grazie!”. È una bellissima soddisfazione. Perché l’ascolto, l’empatia, sono fondamentali: riuscire a trasmetterli, a dissipare timori e a far sentire un paziente “bene, a casa”, beh questo rappresenta per me una vera conquista.