Piacere di conoscerci! Daniele Faccincani, Osteopata e Fisioterapista


A tu per tu con il dottor Faccincani, che ci racconta di sé e del suo ruolo in Clinica. 

Puoi raccontarci il tuo percorso professionale fin qui?

…l’osteopatia “guarda al corpo” nella sua totalità e non strettamente alla patologia
Ho studiato fisioterapia a Verona, poi ho incontrato un osteopata che mi ha letteralmente “folgorato”… ho realizzato che quella era la mia strada e, su suo consiglio, sono partito per l’Inghilterra: ho studiato per cinque anni a Londra conseguendo alla fine la specializzazione “Post Graduate” in osteopatia pediatrica e salute della donna.

Se dovessi spiegarla in poche frasi a chi ne sa poco: che cos’è l’Osteopatia?

In due parole: consiste in manipolazioni delicate che agiscono su muscoli, legamenti, articolazioni, fasce, tra cui quelle dei visceri, che costituiscono una parte importante e delicata del nostro organismo. Entrando nel dettaglio, possiamo dire che l’osteopatia “guarda al corpo” nella sua totalità e non strettamente alla patologia: nello specifico indaga sui modi in cui la biomeccanica influenza il funzionamento dei vari sistemi. Cerca la causa del sintomo, insomma va “a monte” del problema stesso, e lì interviene.
È importante precisare che l’osteopatia interviene a livello di disturbi funzionali, quindi di un malfunzionamento di determinate strutture del corpo, mentre se sussiste una patologia organica svolge una funzione di supporto alla terapia medica. Ad esempio può rivelarsi il trattamento ideale per un paziente giovane che accusa mal di schiena, con riscontri negativi in tutti gli esami fatti; mentre nel caso di un paziente anziano affetto da artrosi l’osteopatia può entrare in sinergia con la fisioterapia e sostenere il trattamento medico. Un esempio che chiarisce bene questo concetto è quello di un mio paziente, tennista, con un problema al gomito: aveva provato diverse tecniche della medicina e della fisioterapia senza risultati concreti; dopo una valutazione complessiva ho riscontrato un problema di rotazione alla spalla che costringeva il gomito a lavorare di più e a sovraccaricarsi, la causa del problema era dunque una restrizione di mobilità della spalla.

A proposito, in cosa consiste questa sinergia con la fisioterapia, come operano assieme le due discipline?

La fisioterapia agisce sull’infiammazione di un determinato tessuto, ripristinandone la salute; l’osteopatia lavora in modo da ristabilire, e mantenere poi nel tempo, l’equilibrio di tutto il sistema. Un esempio che spiega questa sinergia: in un paziente con artrosi, si trovano spesso degli accorciamenti muscolari e degli sbilanciamenti articolari che impattano fortemente sull’intensità del dolore e della rigidità. L’artrosi non si può “curare” ma la fisioterapia lavora per distendere i muscoli, mentre l’osteopatia fa in modo che questi possano mantenere la giusta lunghezza per evitare l’instaurarsi di ulteriori sovraccarichi e l’aggravarsi della patologia. La conseguenza è che, anche se l’artrosi rimane, i sintomi si attenuano e a volte spariscono. Inoltre, come afferma la stessa OMS, l’osteopatia gioca un grande ruolo nella prevenzione.

Un paragone che mi piace fare, poi, è questo: un orologio è un meccanismo complesso, come il corpo; potrebbe non funzionare perchè si è rotto un ingranaggio o perché, anche se gli ingranaggi sono intatti, non lavorano in sinergia tra loro (o per entrambe le cose). Se medicina, chirurgia e fisioterapia agiscono per riparare la componente rotta dell’orologio, l’osteopatia si occupa di far in modo che tutte le componenti si muovano correttamente. Per questo mi piace dire che l’osteopatia è complementare e non alternativa alla medicina tradizionale… anche perchè si basano sui medesimi principi di anatomia e fisiologia.

Sei specializzato in osteopatia pediatrica: quali i maggiori benefici che può portare ai neonati? E alle donne in gravidanza?

…mi piace dire che l’osteopatia è complementare e non alternativa alla medicina tradizionale… anche perché si basano sui medesimi principi di anatomia e fisiologia
Nei neonati può risolvere problemi muscolo-scheletrici come asimmetrie posturali, ma anche, con la crescita, disturbi funzionali legati al sistema digerente o problemi del sonno. Per quanto riguarda le mamme, è molto utile durante la gravidanza per aiutare il corpo ad adattarsi e prevenire o risolvere problemi come dolori di schiena, formicolii, pesantezze agli arti; in fase di preparazione al parto per verificare eventuali restrizioni del bacino o tensioni nei muscoli profondi che agiscono durante le varie fasi della nascita. Anche nel post-parto, un controllo osteopatico è importante per evitare eventuali strascichi che possono portare problemi a lungo termine.

 

L’osteopatia può svolgere un ruolo importante anche a sostegno di un percorso ortodontico…

Certo! Qui in Clinica abbiamo strutturato un percorso in cui l’ortodontista gestisce tutto il trattamento avvalendosi della collaborazione di osteopata e logopedista: l’osteopatia elimina le tensioni che possono condizionare l’occlusione, la posizione della mandibola e i movimenti della lingua, in questo modo il logopedista può intervenire poi al meglio con la rieducazione. Un supporto osteopatico nei trattamenti ortodontici è quindi molto utile, perché può ridurre i tempi di trattamento, diminuire le probabilità di recidive, evitare reazioni collaterali come tensioni cervicali o mal di testa poiché aiuta il corpo ad adattarsi al cambiamento.

E per quanto riguarda le riabilitazioni post-trauma?

L’osteopatia in fase post-trauma può essere molto utile, a patto che non ci siano lesioni vere e proprie dei tessuti: dopo un colpo di frusta ad esempio è necessaria per sbloccare alcuni “svincoli” e riportare il corpo al suo equilibrio, baricentro ottimale. In caso, poniamo invece, di rottura di un legamento crociato, dopo l’eventuale intervento chirurgico e le sedute di fisioterapia, l’osteopatia può completare il percorso restituendo qualità e fluidità al movimento.

È vero che può rivelarsi un valido aiuto anche per i bambini e i ragazzi con problemi di concentrazione o di iperattività?

Confermo. A fianco di altre terapie specifiche, naturalmente, può aiutare molto i bambini con problematiche di questo tipo, anche rientranti nello spettro autistico: intervenendo su determinate strutture muscolo-scheletriche e sciogliendo eventuali tensioni, fa sì che il sistema nervoso si regoli e lavori meglio. Per dirla in parole semplici: un bambino rilassato è un bambino che riesce a concentrarsi meglio, a scuola così come in tutte le attività che svolge.

Quali i problemi che riscontri più frequentemente (sia nei bambini che negli adulti)?

Nei bimbi riscontro spesso asimmetrie posturali come torcicollo o plagiocefalia e poi problemi a livello di sistema digerente, come coliche o costipazione. Negli adulti, il campo è più vasto ma le problematiche più frequenti che possono emergere sono lombalgie, cervicalgie, mal di testa, problemi agli arti.

Secondo te c’è ancora poca conoscenza, un filo di scetticismo intorno a questa disciplina?

Purtroppo c’è ancora molta disinformazione, per due motivi a mio parere: perché si tratta di un modello complesso, ma soprattutto perché qui in Italia gli stessi osteopati utilizzano vocabolari semanticamente diversi tra di loro, a seconda del tipo di formazione. Personalmente, in questo senso, sono favorito dal fatto di aver studiato in Inghilterra dove l’osteopatia è riconosciuta come professione sanitaria primaria: lì tutti gli specialisti condividono lo stesso linguaggio e modo di esprimersi, facendo sì che la comunicazione sia più chiara ed efficace.

Quali, in generale, i timori, le aspettative, i desideri che percepisci da parte dei pazienti?

Generalmente la preoccupazione delle mamme è che sia un trattamento invasivo: al contrario è molto delicato, a maggior ragione sui bimbi, perché nel loro caso agisce su tessuti estremamente plastici! In altri pazienti riscontro invece, a volte, aspettative troppo alte: c’è chi vorrebbe risolvere il suo problema in un’unica seduta ma non sempre questo è possibile… Alcune volte sono necessari due o tre incontri, in altri casi, come in quelli di pazienti anziani, sono poi indicati dei trattamenti sporadici ma regolari per il mantenimento dei risultati.

Quali sono a tuo parere i punti di forza della Clinica?

Sicuramente la passione, la competenza, il sorriso e l’entusiasmo che hanno tutti gli specialisti del team, un gruppo completo e molto affiatato: tutti questi sono punti di forza e valori aggiunti che consentono di svolgere il proprio lavoro al meglio e quindi di offrire ai pazienti un servizio eccellente. Credo siano caratteristiche rare da trovare…

Raccontaci l’aspetto più bello e quello più difficile del tuo lavoro…

Quello più difficile, come accennavo, è il confronto con le aspettative di alcuni pazienti… Il lato più bello è sicuramente quello di poter “partecipare” alla perfezione del corpo umano: conoscerlo a livello profondo, interagire e vedere i cambiamenti che può portare il semplice tocco di una mano è straordinario, è qualcosa che mi affascina e sorprende sempre.

Puoi svelarci i tuoi obiettivi o sogni a livello personale e professionale?

Professionalmente, vorrei lavorare sempre di più nel campo del trattamento del bambino neurologico. Per quanto riguarda i progetti personali… sogno una famiglia tutta mia, possibilmente numerosa!

E ora un tuo pregio e un tuo difetto.

Come pregio direi la curiosità… riguardo i difetti, devo ammettere di essere un po’ troppo testardo!

E per finire, il viaggio più bello e una passione extra-lavoro.

…vedere i cambiamenti che può portare il semplice tocco di una mano è straordinario, è qualcosa che mi affascina e sorprende sempre
Il viaggio naturalistico più bello è stato quello in Islanda, ma resterà sempre nel mio cuore anche Gerusalemme. La passione, che ho scoperto da circa un anno, è quella per il kite-surf!