Piacere di conoscerci! Letizia Lonia, Odontoiatra e Specialista in Dental Sleep Medicine


A tu per tu con la dottoressa Letizia Lonia, Odontoiatra, Specialista in Ortognatodonzia e in Dental Sleep Medicine.

Dottoressa, di cosa si occupa nello specifico?

Da alcuni anni mi occupo in maniera esclusiva di ortodonzia, di gnatologia e dolori facciali e di Dental Sleep Medicine, l’odontoiatria del sonno: una branca molto recente che si occupa del trattamento dei disturbi del respiro nel sonno. I miei primi approcci risalgono agli albori della disciplina, nel 2001/02, quando non aveva ancora una connotazione a sé: da allora si sono fatti grandi passi avanti e anche gli apparecchi specifici per la cura hanno avuto un’ampia evoluzione. Collaboro con la Clinica da circa tre anni, ma conosco il dottor Costa e la sua realtà da molto più tempo: la sua professionalità e competenza del resto sono molto note nel nostro ambiente…

Può spiegarci in cosa consiste l’OSAS?

…mi occupo in maniera esclusiva di ortodonzia, di gnatologia e dolori facciali e di Dental Sleep Medicine, l’odontoiatria del sonno: una branca molto recente che si occupa del trattamento dei disturbi del respiro nel sonno
La Sindrome delle Apnee Ostruttive del Sonno è una patologia frequente ma spesso poco diagnosticata, che colpisce dal 2 al 4% della popolazione, soprattutto individui di sesso maschile di età superiore ai 45 anni con prevalenza in soggetti in sovrappeso. L’Osas comporta numerosi episodi di apnea, cioè di interruzione del respiro durante il sonno: apnee causate da un’ostruzione meccanica delle vie aeree superiori che blocca il flusso d’aria verso i polmoni causando una diminuzione dell’ossigenazione sanguigna e, spesso, un impercettibile risveglio cerebrale. Il sonno risulta essere così disturbato e frammentato, di conseguenza di scarsa qualità e non ristoratore.

A quali segnali, diurni e notturni, fare attenzione?

Per quanto riguarda le ore notturne, segnali preoccupanti sono il russamento abituale e risvegli con sensazione di “mancanza d’aria”. Durante il giorno i sintomi che devono allarmarci sono stanchezza, sonnolenza, sensazione di aver riposato male, cefalea e bocca asciutta al risveglio, ma anche difficoltà di concentrazione, cali di memoria, fino ad ansia e depressione, con ripercussioni anche sulla sfera sessuale.

Quali i rischi a lungo termine?

…i sintomi che devono allarmarci sono stanchezza, sonnolenza, sensazione di aver riposato male, cefalea ma anche difficoltà di concentrazione, cali di memoria, fino ad ansia e depressione
Prima di tutto una progressiva diminuzione della qualità della vita dei soggetti affetti dalle forme più severe, a causa dell’effetto negativo sulla qualità del sonno e del riposo… Ma a lungo termine, le conseguenze possono essere ancor più serie, con un notevole aumento del rischio di insorgenza di malattie cardiovascolari (infarto), cerebrovascolari (ictus) e di ulteriori complicanze quali diabete, ipertensione, obesità, depressione, deficit cognitivi.

Si parla spesso della correlazione tra OSAS e incidenti stradali, tanto che recenti decreti interdicono la guida a chi soffre di questa patologia.

Certo. Sia a causa della sonnolenza, che per la compromissione delle capacità di attenzione e reazione, l’OSAS determina un rischio fino a 7 volte maggiore della media di provocare incidenti stradali: risulta infatti tra le maggiori cause di incidente per il cosiddetto “colpo di sonno al volante”.

Come avviene la diagnosi?

Viene effettuata da un medico che si occupa di patologie del sonno attraverso un esame strumentale, la polisonnografia, che permette di analizzare il sonno determinando, tra i molti parametri registrati, il numero di apnee e ipopnee per ora di sonno (indice AHI). In base all’AHI rilevato, l’apnea notturna può essere classificata in forma lieve, moderata oppure grave.

E per quanto riguarda i bambini?

…non è un caso se gli odontoiatri sono stati definiti “sentinelle del sonno”, perché grazie ai controlli orali sono in grado di intercettare precocemente i segnali dell’OSAS
La percentuale dell’OSAS in età scolare è dal 1% al 6%, mentre il russamento va dal 3% al 21%. Attenzione a sintomi come irritabilità, cali di attenzione, sonnolenza ma anche iperattività: segnali che non vanno trascurati perchè le complicanze di un OSAS pediatrico vanno dalla cefalea alla sonnolenza diurna, ma si possono avere anche problemi di crescita, enuresi notturna, scarsa resa scolastica, fino a un aumentato rischio di malattie cardiovascolari. Anche per i bambini valgono le linee guida ministeriali del 2016 che delineano la patologia, l’iter diagnostico e il ruolo dell’odontoiatra, che in caso di anatomia cranio-facciale correlata può decidere di applicare un apparecchio fisso per espandere il palato o di applicare dei propulsori della mandibola. Spesso nel bambino è indicata la terapia chirurgica di asportazione di adenoidi e tonsille.

Tengo a rimarcare, rivolgendomi soprattutto alle mamme, che “visitare” non vuol dire necessariamente “trattare” ma ha il significato di prevenzione: per questo, consiglio una visita odontoiatrica il prima possibile… non è un caso se gli odontoiatri sono stati definiti “sentinelle del sonno”, perché grazie ai controlli orali sono in grado di intercettare precocemente i segnali dell’OSAS.

Come si interviene, per quanto riguarda l’adulto?

L’OSAS è una patologia cronica ma curabile attraverso terapie da prescrivere in base alla gravità. Il trattamento di elezione è la terapia ventilatoria con CPAP, un dispositivo simile a un compressore munito di una maschera che si indossa durante il sonno. Premesso che il controllo del peso e dello stile di vita è sempre consigliato, gli altri trattamenti possibili sono la terapia posizionale, con l’impiego di particolari sistemi che impediscono di dormire in posizione supina, la terapia odontoiatrica con dispositivi di avanzamento mandibolare, la chirurgia ORL, la chirurgia maxillo-facciale.


Nel caso di forme lievi o moderate si rivela efficace l’uso di dispositivi di avanzamento mandibolare notturno quali il MAD (mandibular advancement device), che amplia lo spazio tra lingua e faringe facilitando il decorso dell’aria durante il riposo. Questi dispositivi, indicati nelle linee guida dell’American Academy of Sleep Medicine ma anche dalle nostre quali ottime alternative al C-PAP, offrono notevoli percentuali di successo: in oltre il 95% dei casi il problema viene ridotto in maniera significativa e nel 50% totalmente risolto. Spesso si ricorre a terapie combinate per il totale controllo della patologia: ecco perché è importante la collaborazione tra più professionisti per scegliere la terapia più adatta a quel paziente.

Proprio la sinergia tra vari professionisti rappresenta un punto di forza della Clinica: è d’accordo?

…”visitare” non vuol dire necessariamente “trattare” ma ha il significato di prevenzione: per questo, consiglio una visita odontoiatrica il prima possibile
Certo! Per quanto riguarda noi medici, la possibilità di confronto con colleghi di altissimo livello è un vantaggio notevole. È una realtà che offre grandi occasioni di crescita: come collaboratore ho autonomia decisionale ma so di avere il dottor Costa sempre a disposizione per un confronto, un consiglio, uno scambio di vedute… Apprezzo molto anche l’aspetto umano: qui è come essere in una grande famiglia e pur essendo tanti e diversi riusciamo a lavorare in armonia. L’ambiente di lavoro poi è molto bello e soprattutto funzionale, confortevole, ben strutturato e dotato di apparecchiature all’avanguardia. Parlando dal punto di vista dei pazienti credo che qui possano trovare tanta professionalità, dall’accoglienza alle terapie specifiche, che siano “coccolati” e che possano avere a disposizione specialisti ed esperti in ogni branca: quindi la possibilità, non da poco, di essere seguiti in ogni fase del trattamento.

Il lato bello e quello più difficile del suo lavoro?

L’aspetto più bello è l’opportunità di conoscere tante persone, sia come pazienti che come colleghi: è un grande arricchimento perchè penso che da ognuno si possa imparare qualcosa di nuovo! Il lato più difficile? Come per tante altre professioni (mediche e non solo) una parte di lavoro, di studio, di approfondimento, deve necessariamente essere svolta oltre l’orario canonico… rubando quindi tempo a volte a noi stessi, alle nostre passioni.

Per l’appunto: in chiusura, ci sveli una sua passione extra lavoro…

Devo dire che non ne ho una in particolare, sono curiosa e mi piace cambiare: attualmente mi sto avvicinando alla fotografia del bosco e dei suoi abitanti, perché oltre a darmi la possibilità di scattare belle immagini mi permette di camminare nella natura, osservare, liberare la mente e rilassarmi!