Piacere di conoscerci! Simone Gorini, Conservativa e Protesi


Piacere di conoscerla, dottor Gorini! Può presentarsi e descriverci il suo percorso fin qui?

Sono una “new entry” in Clinica, sono qui da quasi un anno… Mi occupo principalmente di conservativa quindi di otturazioni, ricostruzioni estetiche, intarsi e corone (le cosiddette capsule).
Alle superiori ho scelto la scuola per Odontotecnici poi, terminato il percorso di cinque anni, la mia intenzione era quella di proseguire su questa strada perché mi ero appassionato sempre di più: lo sbocco naturale era appunto Odontoiatria e sono riuscito ad accedere e a conseguire la laurea a Brescia.

I lati belli e quelli più difficili del suo lavoro…

L’aspetto che apprezzo di più è la possibilità di ridare il sorriso alle persone, di consentir loro di tornare a sorridere e masticare al meglio, con un miglioramento a livello di estetica e di qualità di vita: è bello constatare il benessere ritrovato dalla persona, al termine del percorso di cura.
Il lato più difficile, secondo me, è la gestione psicologica dei pazienti un po’ “fobici”: molti arrivano con brutte esperienze alle spalle e faticano a fidarsi, a lasciarsi andare… e invece proprio la collaborazione tra medico e paziente è un aspetto fondamentale per il successo di qualsiasi trattamento! Più il paziente si affida e capisce che stiamo ricercando il suo benessere, più semplice sarà l’intero percorso di cura. Ecco, la gestione psicologica, la creazione di questo feeling con il paziente rappresenta la parte più delicata e affascinante: ottenerla, però, regala grandi soddisfazioni.

…La prevenzione, giorno per giorno, alla lunga paga sempre e porta soltanto benefici

È il concetto di empatia, importantissimo e spesso rimarcato dal dottor Ezio Costa…

Sì: da quel che ho visto in Clinica in questi mesi, l’empatia è un aspetto molto curato, non solo dai medici ma da tutto lo staff. Oltre all’ambiente accogliente e all’avanguardia, qui c’è un team che ragiona e lavora all’unisono, con lo stesso modo di porsi e di rivolgersi ai pazienti, facendoli sentire a proprio agio, presi in cura, dando loro degli input perché siano loro stessi i primi a volersi bene e ad aver attenzione per il proprio benessere. Non vogliamo offrire soltanto una prestazione, una cura “tecnicistica”, ma ascoltare davvero le persone, “fino all’anima” direi: vogliamo incaricarci del loro star bene, per il quale noi possiamo dare un contributo importante.

Crede che sia questo il maggior punto di forza della Clinica?

Sì. Credo che il valore aggiunto di questa realtà sia sicuramente questo aspetto: qui si percepisce a pelle che non intendiamo “vendere” una prestazione medica, risolvere un problema odontoiatrico, ma curarci della persona a 360 gradi. Tutto il team è rivolto a questo unico obiettivo, tutto il contesto, l’ambiente e le persone che lavorano qui condividono gli stessi obiettivi: e quando una squadra lavora in sinergia le persone sentono che possono fidarsi e trovarsi bene… da qui insomma può nascere soltanto un’esperienza positiva che, chissà, il paziente racconterà magari ad altri.

Sente di dare un consiglio ad un ragazzo che voglia intraprendere la sua stessa strada?

È importante prima di tutto capire se davvero è la propria strada, essere davvero appassionati perché è un lavoro che richiede molto da punto di vista psicofisico! Si tratta di una professione medica, quindi bisogna avere una sorta di vocazione, quella di volersi prender cura degli altri: è un aspetto fondamentale, per svolgere al meglio il proprio lavoro ed avere soddisfazione da tutto ciò che si fa.

Obiettivi per il futuro?

A livello professionale, continuare a crescere nel mio percorso, approfondire, ampliare sempre più le mie capacità e competenze. Per il resto… credo sia complicato fare progetti e previsioni a lungo termine, personalmente preferisco vivere la realtà quotidiana e vedere giorno per giorno che nuovi spunti possono nascere…

Qualche curiosità: tempo libero?

Ehm… pochissimo dato che pur essendo giovane sono già papà di tre bambini, due gemelli di 7 anni e uno di 4! Quindi ho ben poco tempo per me… ma i pochi ritagli che ho li dedico alla lettura: leggo un po’ di tutto ma in questo periodo mi sono appassionato alla psicologia, mi piace come tematica anche perché trovo mi faccia crescere a livello personale. Tra le passioni che per il momento ho accantonato c’è quella per il rugby: ci giocavo all’Università ed è uno sport che mi piace molto.

…è bello constatare il benessere ritrovato dalla persona, al termine del percorso di cura

Ci svela un pregio e un difetto?

Il mio pregio credo sia quello di saper creare subito una buona empatia con la persona che mi trovo davanti, mi riesce facilmente perché credo di essere aperto e disponibile all’ascolto. Come difetto, forse a volte sono un po’ troppo permaloso… Però giuro, ci sto lavorando!

Viaggi, musica?

Mi piacerebbe vedere la Sicilia, un posto in cui non sono mai stato e che mi attrae molto: spero di andarci magari in viaggio di nozze… che aspetto ancora di poter fare! Riguardo la musica ascolto un po’ tutti i generi con una predilezione per la classica, anche perchè per anni ho suonato il pianoforte.

Per chiudere, un consiglio ai genitori: da professionista ma anche… da papà!

Due dritte fondamentali: curare la prevenzione fin da piccolissimi e farli abituare da subito ad un buon rapporto con il dentista. Solo così, da adulti, riusciranno a fidarsi e lasciarsi curare con serenità e soprattutto non avranno grossi problemi da affrontare. La prevenzione, giorno per giorno, alla lunga paga sempre e porta soltanto benefici: sia a livello odontoiatrico che per il benessere generale.
È questo il consiglio in cui credo di più.

Grazie, dottore… e buon lavoro!