Per star bene bisogna mangiare naturale

L’ultima conferma arriva dalla Francia dove lo studio “NutriNet-Santé” ha seguito dal 2009 45000 adulti over 45, con questionari sui cibi scelti a colazione, pranzo, cena e spuntini: ne è emerso che gli alimenti ultraprocessati rappresentavano quasi il 30% dell’apporto calorico quotidiano.

Portando a una conclusione allarmante: per ogni aumento del 10% nella proporzione di cibi industriali nella dieta, il rischio di mortalità sale del 14%. In particolare, i dati hanno confermato il collegamento tra assunzione regolare di cibi processati e aumento del rischio di malattie croniche tra cui obesità, ipertensione e cancro: questo deve farci riflettere sull’importanza di alimentarsi nel modo più naturale possibile.

Allora “ripassiamo” cosa si intende per cibi processati… sono tutti quelli di produzione industriale come dolci e snack, piatti pronti, pane confezionato, carni lavorate: forniscono un notevole apporto di “calorie vuote”, zuccheri, grassi saturi e sale, a fronte di uno scarso valore nutritivo e spesso contengono additivi potenzialmente nocivi. Si opta per questi cibi approfittando della comodità, convenienza, affascinati magari da spot accattivanti…

Ancora una volta, val la pena allora di ricordare quanto ribadiscono tutti gli esperti: riscopriamo il cibo più semplice e vicino alla natura, che significa in fondo tornare un po’ al vecchio e sano stile nutrizionale “dei nonni”…

molta verdura, meglio se cruda e verde
– ok ai cereali integrali, riscoprendo i grani antichi
– piccola porzione proteica ad ogni pasto
– pochi latticini, ok allo yogurt
– almeno 2-3 frutti e circa 30 g di frutta a guscio al giorno
– cotture e preparazioni semplici
– aggiunta di spezie e germogli