Tra gli spiacevoli strascichi della pandemia, c’è una conseguenza “indiretta”, dovuta al lockdown, al distanziamento sociale o, più genericamente, allo stress causato dalla situazione di emergenza.

Molti pazienti hanno riportato problemi come indolenzimento dei muscoli delle guance, dolore all’articolazione della mandibola, usura dei denti, a volte fino alla rottura. Tutti sintomi riconducibili ad un disturbo piuttosto frequente, caratterizzato dall’involontaria contrazione dei muscoli masticatori: il bruxismo. 

Che cos’è il bruxismo

Si tratta di un disturbo che comporta l’involontaria contrazione dei muscoli masticatori (in pratica si digrignano e sfregano i denti, stringendo con forza le mascelle). Tra le cause di questo problema ci sono sicuramente fattori psicologici, come stress e ansia.

Conseguenze

Chi ne soffre “serra e sfrega” i denti, stringendo le mascelle con una forza tale da portare, nel tempo, a dolori alle articolazioni temporo-mandibolari, collo e spalle, mal di testa, fino all’usura e frattura dei denti e alla ipersensibilità agli alimenti e alle bevande caldi o freddi.

Cause 

Inizialmente si pensava che il disturbo fosse legato a problemi di malocclusione (situazioni in cui i denti dell’arcata superiore non sono perfettamente allineati con i denti dell’arcata inferiore). Negli anni, questa teoria ha lasciato sempre più spazio a interpretazioni non strettamente odontoiatriche, ma piuttosto legate allo stile di vita (ritmi frenetici, ansia, stress, depressione, irritabilità).

Il bruxismo è quindi interpretabile come una risposta involontaria attivata dal sistema neuro-muscolare per contrastare uno stato di tensione emotiva.

Tra le ipotesi più recenti c’è anche quella che il bruxismo possa essere correlato alla sindrome delle apnee notturne: un disturbo del sonno che causa microrisvegli nella transizione verso fasi di sonno più leggere.

 

Segnali

Molto spesso chi soffre di bruxismo non ne è consapevole, fino al momento della diagnosi. Ci sono alcuni segnali da monitorare, che potrebbero rappresentare un campanello d’allarme: mal di testa, dolori all’orecchio, acufeni, disturbi del sonno, sensazione di affaticamento o indolenzimento a livello delle guance.

Il bruxismo necessita di una diagnosi accurata, in grado di far emergere problematiche non solo odontoiatriche, ma anche legate allo stile di vita.

Terapie

  •  Innanzitutto informazione e tecniche di autocontrollo.
  •  Il bite notturno può dare un contributo importante.
  •  Visite di controllo programmate, fondamentali per valutare l’andamento della condizione.
  • In specifici casi si ricorre a farmaci analgesici, antinfiammatori e miorilassanti.
  •  Per trattare, ma anche prevenire il bruxismo sono importanti alcuni cambiamenti nello stile di vita, per stemperare tensione, stress e ansia: svolgere attività fisica moderata e regolare (ideali camminate, running, jogging, yoga, pilates, stretching generale o specifico per il distretto cervico-facciale), tecniche di meditazione e respirazione, trattamenti osteopatici.

 

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