Piacere Elena, raccontaci il tuo percorso fin qui…

Ho iniziato a lavorare come Assistente odontoiatrica nel ’98: adoro questo lavoro, in particolare per il rapporto che si crea con il paziente. Dopo un’esperienza in un altro studio, sono approdata qui in Clinica circa quattro anni e mezzo fa.

Hai sempre desiderato fare questo lavoro?

No, anzi! Desideravo fare tutt’altro… la mia aspirazione era di essere una veterinaria! Poi per una serie di motivi ho accantonato questo obiettivo, però non pensavo assolutamente di diventare assistente: tra i tanti colloqui fatti, quello per questo ruolo è stato l’unico cui sono andata con la certezza che avrei detto “no, grazie”… Invece, proprio quel giorno mi hanno proposto di provare e… mi è piaciuto! E così, piano piano, è nata una vera e propria passione, che non avrei mai detto sarebbe scattata. È arrivata così, da sola, un’opportunità che inaspettatamente si è rivelata la “mia”.

Credo che ogni esperienza, anche negativa, ci insegni qualcosa: dobbiamo saperlo cogliere e poi rialzarci e ripartire. Questo nel lavoro, ma soprattutto nella vita…

Il lato più bello e quello più difficile del tuo ruolo…

L’aspetto che amo di più è il contatto con le persone, il rapporto che si instaura col paziente: soprattutto, riuscire a farlo sentire a proprio agio per affrontare i trattamenti, vederlo stare meglio alla fine del percorso… è quello che mi sta più a cuore e per riuscirci, cerco sempre di mettermi “al suo posto”. Il lato più difficile? Direi soltanto la postura a volte scorretta che dobbiamo mantenere per ore: questo è un po’ faticoso e, a lungo andare, può creare problemi a collo e schiena.

 

Intenta a catalogare i prodotti…

Qual è secondo te il maggior punto di forza della Clinica?

L’attenzione massima data al paziente, che viene sempre messo al primo posto: qui tutto ruota attorno a lui, da quando entra a quando esce, non viene mai lasciato da solo e si risponde sempre a qualsiasi suo dubbio. Un altro punto forte è la qualità: si punta sempre al meglio, con la convinzione che non si è mai “arrivati”, ma che si può sempre fare un passetto più in là, anche – perché no? – imparando dagli altri, ispirandosi agli altri. È così, secondo me, che si fa davvero la differenza.

E invece quale ritieni sia il “segreto” di un team affiatato?

Sicuramente la comunicazione, un fattore fondamentale: chiarirsi sempre, confrontarsi, mantenere un dialogo sempre aperto anche e soprattutto nei momenti difficili.

Per conoscerti più da vicino… le passioni che coltivi nel tempo libero?

Il mio tempo libero è tutto per la famiglia e i miei due bambini, Emma e Luca, che sono… la cosa più bella che ho fatto! Poi mi piace molto camminare: vado spesso anche da sola, magari al mattino prima del lavoro, perché ci tengo a ritagliarmi degli spazi per me, per stare coi miei pensieri. Altra grande passione, che ho fin da quando ero bambina, è l’Estetica… Lavorando qui, ho imparato tante cose che mi hanno fatto innamorare ancor di più di questo mondo.

Da poco, poi, il Dottore mi ha dato la grande opportunità di seguire un corso che mi è piaciuto moltissimo, mi ha proprio caricato… è stata un’esperienza meravigliosa. Ecco, questa forse avrebbe potuto essere la mia strada “alternativa” … ma chissà, potrebbe anche essere una nuova prospettiva per il futuro: mi piacerebbe un giorno coronare questo sogno, anche per un arricchimento e una soddisfazione a livello personale.

Sembra di capire che sia questo, uno dei tuoi sogni o progetti per il futuro…

Certo: voglio continuare a crescere, non solo in Odontoiatria, ma anche nell’ambito estetico, per riuscire magari ad intraprendere anche questa strada: è un mondo che mi stimola e arricchisce ma a cui, al tempo stesso, sento di poter dare qualcosa perché credo di avere una predisposizione, oltre che una grande passione…

Svelaci un tuo pregio e un tuo difetto.

Come pregio direi che riesco ad adattarmi a tutte le situazioni, anche le più difficili, perché ho molto autocontrollo e riesco a mantenere la calma e a capire cosa fare per uscirne.

Il mio maggior difetto invece… sarebbe un pregio che a volte, nel mio caso, può diventare un limite, cioè grande caparbietà e perseveranza: di fronte a un obiettivo non mi arrendo mai davanti alle difficoltà, prima di rinunciare provo tutte le strade possibili per provare ad arrivare al mio traguardo. Voglio poter dire “ok, non ce l’ho fatta ma almeno ci ho provato fino all’ultimo”, così da non dovermi rimproverare nulla. Questo può essere un difetto perché in certi casi… mi intestardisco troppo!

Mi piace riuscire a mettere il paziente a proprio agio per affrontare i trattamenti, vederlo stare meglio alla fine del percorso: è quello che mi sta più a cuore…

Un consiglio che daresti a un ragazzo o ragazza che volesse intraprendere la tua strada?

Credo che direi: “Cerca di assorbire, di apprendere il massimo da tutto quanto ti viene detto e insegnato, e poi lavora a testa bassa, con umiltà, ma senza aver paura di sbagliare perché dagli errori si impara sempre; non mollare mai, rialzati sempre, non arrenderti di fronte alle difficoltà (che ci sono sempre, in tutte le professioni). Questo è un lavoro che richiede tanto impegno, ma se lo fai con vera passione ricevi tantissime soddisfazioni”.

Cosa apprezzi negli altri e cosa invece proprio non sopporti?

Mi piace la voglia di cambiare, apprezzo le persone che hanno la volontà di mettersi in gioco, in discussione. Non mi piace l’atteggiamento di chi si abbatte alla prima difficoltà: bisogna tener duro, perché ogni esperienza, anche negativa, ci insegna qualcosa, dobbiamo saperlo cogliere e poi rialzarci e ripartire. Questo nel lavoro, ma soprattutto nella vita.

Un bel messaggio… è lo stesso che dai ai tuoi bambini?

Proprio così! Ai miei figli cerco di insegnare, giorno per giorno, proprio questo: rialzarsi sempre, in qualsiasi momento, perché una volta rialzati basta guardarsi attorno per scoprire che c’è sempre una nuova strada da percorrere, diversa, inaspettata, ma c’è. A loro dico sempre: “Mai pensare non ci riesco, non ce la faccio: nella vita si sbaglia, certo, ma c’è sempre la possibilità di fare meglio; se non riesci in un modo, ci sarà sempre un’altra direzione da provare ad imboccare… e prima o poi troverai la tua strada”.

 

…e a mostrare una panoramica ad una piccola paziente (immagini d’archivio)

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