Piacere Filippo, ci racconteresti il tuo percorso fin qui?

Il mio percorso è partito dal liceo di Scienze Applicate: dopo il diploma a Chioggia, la mia città, mi sono iscritto a Igiene Dentale a Verona, infatti abito qui da circa 4 anni. Conseguita la laurea, ho lavorato in altri studi e poi sono approdato qui in Clinica a febbraio 2021.

Raccontaci il lato più bello e quello più difficile del tuo lavoro…

Pur non avendo chiaro, da piccolo, cosa avrei fatto “da grande”, ho sempre saputo con certezza che sarebbe stato un lavoro che mi consentisse di stare a contatto con gli altri, che mi permettesse di fare qualcosa per aiutare le persone a star meglio. Ecco, è proprio questo il lato più bello della mia professione.

L’aspetto più difficile, a volte, è proprio relazionarsi con i pazienti: dico sempre che noi Igienisti non siamo solo “dentisti” ma anche un po’ psicologi: su questa poltrona i pazienti, se si sentono davvero a proprio agio, parlano e si confidano con noi. Un altro aspetto delicato è che a volte si trattano persone che hanno un po’ di dolore, e per chi è molto empatico come me non è facile…

La comunicazione con il paziente è importantissima, per farlo sentire a suo agio: non deve ricevere “ordini” ma consigli per stare meglio… 

Quanto conta l’aspetto motivazionale?

Moltissimo. Infatti con i pazienti cerco sempre di non pormi come una persona che dà degli “ordini”, cerco di creare un rapporto confidenziale, quasi di amicizia, naturalmente in base alle caratteristiche della persona che mi trovo davanti e sempre con grande professionalità. Questo per creare uno “scambio di fiducia”: io ti do la mia, tu affidati a me, seguimi nei miei consigli e sono sicuro che ti porteranno a un traguardo; il mio obiettivo primario è proprio creare questo feeling, alla base del successo di un’igiene corretta, così come di tutti i trattamenti.

Ecco perché, soprattutto all’inizio, ci tengo a spendere del tempo (che non è mai tempo perso, anzi!), a chiacchierare con il paziente, per conoscerlo, capire eventuali sue problematiche (non solo odontoiatriche)… insomma, la base della mia seduta di igiene è proprio il rapporto con la persona.

Come descriveresti la “tua” idea di igiene?

Per spiegarla, mi metto dalla parte del paziente: se fossi in lui o lei, vorrei sentirmi a casa, avere di fronte a me una persona che mi capisce e con cui possa sentirmi libero, in un ambiente che trasmetta serenità e comfort e non soltanto rigidità o regole. Non vorrei ricevere “ordini” per evitare complicanze, ma consigli dati con il tono giusto, che è fondamentale nella comunicazione tra paziente e medico (anche il tono, il modo, vanno naturalmente adeguati alla personalità e caratteristiche della persona che ci si trova davanti… con alcuni serve un po’ di fermezza in più!).

Consigli ai pazienti?

Seguire i richiami, non rimandarli mai. Questo consiglio, banale soltanto in apparenza, “funziona” solo se si è riusciti a creare nel paziente una buona motivazione: infatti a volte mi sento un po’ anche un insegnante, perché cerco di spiegare, anche con immagini o video, i benefici di un’igiene regolare e corretta e le conseguenze a cui si va incontro se si trascura questa “sana abitudine”.

E il consiglio che daresti invece a un ragazzo o ragazza che volesse prendere la tua strada?

Di sceglierla solo per passione! Questa dev’essere l’unica vera motivazione, sembra banale ma è così: il nostro è un lavoro impegnativo, logorante se si fa “tanto per fare” o soltanto per un guadagno …

Qual è secondo te il maggior punto di forza della Clinica?

Sicuramente il team molto unito, con una buona comunicazione e un dialogo costante, anche nei momenti di inevitabili contrasti. Qui mi sono trovato bene da subito perché tutti ti aiutano ad inserirti e a farti sentire bene, proprio come in una famiglia: integrarsi è molto facile e, se ci sono problemi o incomprensioni, basta parlarsi per chiarirsi senza difficoltà.

Il mio primo obiettivo è quello di instaurare col paziente un rapporto basato sulla fiducia reciproca, fondamentale per riuscire a trasmettergli la giusta motivazione…

Per conoscerti meglio: un pregio, un difetto, una passione.

Il mio maggior pregio è che sono socievole, solare, aperto, insomma sto bene in compagnia. Il difetto… preferisco lasciar giudicare gli altri! Posso dire che nella vita c’è sempre da migliorare… Passioni? Nuoto e cucina!

Svelaci cosa apprezzi e cosa non sopporti negli altri…

Sincerità e lealtà al primo posto. Non sopporto la disorganizzazione e la superficialità… tutto questo lo intendo sia in ambito lavorativo, che nella vita in generale.

Obiettivi, progetti per il futuro?

Riallacciandomi alla domanda di prima… ribadisco che si può e si deve sempre crescere e migliorare… il mio primo obiettivo è questo. Cerco di seguire il più possibile corsi e aggiornamenti, perché l’innovazione è continua e bisogna essere sempre “sul pezzo”!

Guardando al futuro, spero di continuare a lavorare con serenità all’interno di uno studio dove posso sentirmi bene in un team affiatato, perché sono convinto che il lavoro vada vissuto al meglio e non debba mai diventare un peso… solo così può essere fatto con vera passione e riuscendo a dare sempre il meglio di noi stessi.

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